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LA JUVENTUS E LA MENTALITA’ di Paolo Scola

Alla Juventus storicamente negli ultimi 20 anni ed anche oltre i tifosi e la stessa società hanno sempre prediletto chi combatteva in campo con la sciabola rispetto a chi amava colpire di fioretto.
La prima Juventus di Lippi era un’armata muscolare fatta da gente come Vialli, Ravanelli, Di Livio, Conte, Deschamps ed in cui spiccava il genio di Roberto Baggio prima e di Alessandro Del Piero poi costretto negli anni anche lui a sacrificare un pò della sua classe per acquistare maggiore dinamismo e potenza.
Negli anni successivi come dimenticare i centravanti stile Bobo Vieri o Alen Boksic, gente che in campo lottava come un leone ma ai quali difettava la classe cristallina che purtroppo veniva a mancare in una finale di Champions League contro il Borussia Dortmund, che pensavamo di aver già vinto, in cui lasciammo in panchina l’uomo di maggiore classe in attacco che avevamo in rosa autore, peraltro, di un gol di tacco che resta uno dei gesti tecnici più belli di tutta la storia della Coppa dei Campioni.
E che dire di Zinedine Zidane, che fu accolto con un pò di freddezza per una parte iniziale di stagione un pò timida e che, proprio mentre la tifoseria già pensava ad un suo accantonamento, tirò fuori dal cilindro un gol contro l’odiata Inter al delle Alpi che fece esplodere l’amore per il suo talento in una tifoseria sempre avvezza a coccolare particolarmente l’impegno a discapito della tecnica.
Ma quella Juve che pure potè giovarsi per pochi anni della classe di Zidane e Del Piero non riuscì a riportare a Torino la Champions League ed ecco allora la nuova svolta muscolare. Fuori Zinedine, dentro Pavel Nedved e più tardi fuori Del Piero e dentro Ibrahimovic, tutta gente che di certo non difettava di talento, anzi,ma la cui peculiarità era l’essere potente, dinamica e muscolare.
La Juventus di Capello era un carro armato, costruito per stritolare gli avversari, come appunto fece in italia, ma che fallì miseramente in Europa.
La Juve che ho visto in campo contro la Roma mi ha ricordato che la storia della Juve passa attraverso questa mentalità. E’ stata per certi versi la nostra forza, è stata per altri versi il nostro limite.Paolo Scola

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