JUVENTUS 

JUVENTUS CORSARA A UDINE BENTACOUR CRISTIANO RONALDO FIRMANO LA VITTORIA

Udinese (4-1-4-1): Scuffet; Larsen, Troost-Ekong, Nuytinck, Samir; Behrami (62′ Pussetto); Barak (75′ Teodorczyk), Fofana, Mandragora, De Paul; Lasagna (86′ Vizeu). Allenatore: Velazquez
Juventus (4-3-1-2): Szczesny; Cancelo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic (89′ Barzagli), Matuidi (46′ Can); Dybala (66′ Bernardeschi); Mandzukic, Ronaldo. Allenatore: Allegri
Ammoniti: De Paul (U), Samir (U), Lasagna (U), Mandzukic (J)

Juve dieci e lode, sempre più unica in Europa e sempre più prima in Italia. Dieci vinte su dieci in stagione che sono otto su otto in campionato. Momentaneo +9 sulla prima inseguitrice e una sensazione, netta, che difficilmente qualcuno ricucirà a fermarli. Di certo non c’è riuscita l’Udinese, in affanno dal primo all’ultimo minuto nonostante due occasioni con Barak (palo scheggiato) e Lasagna (salvataggio sulla linea di Alex Sandro). Il resto è dominio dei bianconeri di Allegri. Che giocano, attaccano, non subiscono quasi mai ripartenze, recuperano subito palla e riattaccano. Poi ovviamente segnano. Bentancur il primo, e suo primo in A, e Ronaldo poi, di mancino sull’assist di Mandzukic, che festeggia la centesima nel campionato italiano con la partecipazione alla sesta rete (quattro gol e due assist) nelle ultime sei giocate. Nota dolente? Si fa male Matuidi, che esce all’intervallo per Can e le cui condizioni dovranno ancora essere valutate. Il resto non è certo festa, quella i bianconeri sono abituati a farla a maggio, ma consapevolezza, tantissima. Di forza e qualità. E chi li ferma più?

La partita

Juve ancora col 4312 e Dybala dietro le due punte, Udinese con un 4141 col rientrante Barak titolare. Inizia così la partita della Dacia Arena, interamente dominata dalla squadra di Allegri nella prima frazione. L’allenatore dei bianconeri campioni d’Italia sceglie appunto Dybala dietro Mandzukic e Ronaldo. A centrocampo con Khedira out per infortunio (problema alla coscia sinistra), c’è. Bentancur insieme a Pjanic e Matuidi. Dietro sempre presenti Bonucci e Chellini con Alex Sandro e Cancelo terzini. Szczesny tra i pali. La mossa di Velazquez è invece conservativa, Behrami fa da schermo davanti alla difesa, i due fantasisti Barak e De Paul giocano larghi con Lasagna unica punta, ma l’impressione è contro questa Juve ogni accorgimento tattico vada in frantumi contro la qualità di una squadra apparsa ancora una volta troppo forte. Il primo tempo somiglia infatti più a un assedio dei campioni in carica che a qualsiasi altra cosa. Udinese alle corde e senza quasi mai la possibilità di ripartite. Insidiosi fin da subito Ronaldo e Pjanic con due tiri da fuori piuttosto vicini allo specchio, dunque il cross di Cancelo per l’inserimento centrale di Bentancur che sblocca la partita al 33′. Quattro minuti dopo Ronaldo riceve in area da Mandzukic e calcia col mancino battendo ancora Scuffet, letteralmente miracoloso pochi istanti prima sempre sul croato. Nel finale di tempo un palo scheggiato da Barak è anche il primo tiro dell’intero match di un Udinese, in enorme difficoltà.

Nel secondo tempo, dunque, il copione non cambia affatto: la Juve è sempre in controllo totale della partita e la sola palla gol dell’Udinese con Lasagna (da palla inattiva gentilmente concessa da Cancelo e salvata sulla linea da Alex Sandro) si perde nella marea di chance che hanno invece i bianconeri di Allegri pericolosi troppe volte per perdere di mano il pallino del gioco. Prima Dybala in serpentina spreca mandando il sinistro alto da ottima posizione. Poi ci prova Bernardeschi (dentro per l’argentino) sempre col mancino trovando la risposta di Scuffet, poi il diagonale di Mandzukic sfiora il palo e CR7 trova il piede del portiere dell’Udinese ancora miracoloso almeno per la terza volta nel match. In tutto questo Pussetto (dentro per Barak) spara da fuori trovando i guantoni di Szczesny, che para facile e se li sporca per la prima volta in tutto il match al minuto numero 73. Il finale è accademia, possesso palla e una traversa colpita da Cancelo, su cui c’è ancora lo zampino di Scuffet. Dopo quattro di recupero il fischio finale, Juve ancora vincente, per l’Udinese è invece il terzo ko consecutivo.

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