JUVENTUS 

BENATIA DURISSIMO CON ALLEGRI: “SONO ANDATO VIA PER COLPA SUA”

Si può trattare di una ripetizione,di un refrain costente ma la verità Benatia ci tiene a farla sapere e che la Juventus per lui era stata la scelta di vita.Non rompe il silenzio il centrale marocchino perchè parla da sei mesi,non rompe la sua protesta potremmo dire.E guida la fronda di quei giocatori indignati con l’allenatore messi all’uscio dalle richieste del tecnico.

Medhi Benatia senza peli sulla lingua. In un’intervista a YahooSports, edizione francese, il marocchino spiega il motivo del suo addio. 

Ho avuto alcune offerte, ho scelto quella della Juve. Il primo anno è stato difficile e poi il secondo ho giocato e ho avuto una buona stagione. Rispetto alla Roma dove avevo solo il campionato, era diverso. Con la Juve c’era anche la Champions League. Ho avuto successo, abbiamo anche vinto la Coppa Italia contro il Milan, con una mia doppietta. 

elle ultime settimane, la Juve e io stavamo discutendo il rinnovo. Avevo persino iniziato le ricerche per comprare una casa perché pensavo che avrei finito la mia carriera a Torino. Quando ho saputo che Leo (Bonucci) stava tornando, sono andato a vedere l’allenatore, Allegri. Eravamo in uno stage negli Stati Uniti. Mi disse di non preoccuparmi, di poter rinnovare alla Juve, che per lui il suo cardine era Chiellini-Benatia, che Leo era andato in un modo particolare l’anno prima, che aveva gente arrabbiata e avrebbe dovuto tornare al suo posto. Ok. Quando arriva la stagione, non gioco. Non sono più nemmeno nella rotazione. L’ho preso molto male. Ho detto ai leader che non sarei rimasto e che soprattutto non volevo più giocare per questo allenatore. Né il tempo né i tentativi dei miei compagni di squadra, che sono molto vicini, potevano farmi cambiare idea. Non volevo più giocare e in quel momento ho pensato di andare via dall’Europa per vivere una nuova esperienza con la mia famiglia.

CRISTIANO “È unico, non ho mai incontrato nessun altro come lui, e non so nemmeno se esisterà mai. Cris ha dedicato la sua vita al calcio. Questa è la sua priorità. Ogni cosa che fa è destinata a renderlo il miglior interprete di un calciatore. È il più grande lavoratore che puoi incontrare. È incredibile il suo livello di esigenza, la sua intensità permanente: è inaudito. Lui è in missione. Alla fine di dicembre abbiamo giocato a Bergamo. Era a riposo e ha giocato solo 20 minuti, il che ovviamente non gli ha impedito di essere decisivo. Torniamo indietro e sull’autobus, è davanti a me, dietro di me, ricevo un messaggio di Cris che mi chiede cosa sto per fare ora. La partita era finita, era buio: “Vado a casa a trovare la mia famiglia. Perché?, “Vado in camera per fare una sessione di cardio e bodybuilding”. Stava facendo 1 ora e mezza di sport. Ecco perché CR7 è CR7.

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