JUVENTUS 

ANCHE COBOLLI GIGLI BOCCIA PJANIC,VA MESSO FUORI

Imbattuta in stagione tra campionato e Champions fino a metà dicembre, la Juventus è incappata in un inverno nero con quattro sconfitte in 40 giorni, tutte in trasferta, due volte contro la Lazio, compresa la finale di Supercoppa Italiana, e poi a Napoli e a Verona. Una vera crisi di risultati che ha permesso all’Inter di riagganciare in vetta la squadra di Maurizio Sarri.
L’ex allenatore del Napoli è finito nel mirino di tifoseria e critica, ma un grande ex della storia bianconera dissente, preferendo puntare il dito sui giocatori, uno in particolare. Si tratta dell’ex presidente Giovanni Cobolli Gigli, molto duro nei confronti di Miralem Pjanic ai microfoni di Radio Sportiva: “Pjanic mi è sembrato un po’ una ‘mozzarella’ per il passaggio molliccio contro il Verona, forse ha bisogno di riposo” ha detto Cobolli, che è stato al comando della società durante i difficili anni del post-Calciopoli, assumendo la presidenza nelle’estate 2006 e tenendola fino al 2009.
Pjanic sta attraversando un momento negativo sul piano del rendimento, non essendo ancora riuscito ad integrarsi nel calcio di Sarri.
Secondo Cobolli Gigli Ronaldo non può mascherare tutti i problemi e anche l’imminente ritorno di Chiellini potrebbe non risolvere: “Cristiano dimostra che un calciatore da solo non può risolvere i problemi, Chiellini non è più un ragazzino: bisogna ricostruire su altre basi”.
L’ex presidente difende quindi la posizione di Sarri: “La famiglia Agnelli ha fatto un’operazione rischiosa ma giusta, i calciatori però devono essere determinati. Il presidente è un ottimo comunicatore e forse deve prendere la situazione in mano. Deve farsi sentire”.
Non altrettanto indulgente l’ex presidente della Juventus lo è con il Chief Executive Officer Fabio Paratici, responsabile del mercato estivo, già criticato da Cobolli durante le scorse settimane: “Sono sempre stato critico e non vorrei sparare sulla Croce Rossa – ha aggiunto Cobolli Gigli – Paratici ha detto che Dybala è il miglior bianconero, allora ci spieghi perchè voleva venderlo. C’è un problema di comunicazione, serve coerenza: Sarri ha peccato d’ingenuità chiedendo aiuto, ma non va scaricato subito”.

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