JUVENTUS 

LA JUVENTUS REGOLA IL BRESCIA IN DIECI 2-0

La Juve si è presa i tre punti ma anche una cascata di fischi assolutamente giustificata, perché la vittoria con il Brescia è stata in realtà un’altra tappa del processo di regressione della squadra bianconera, sorprendente per come riesca a giocare sempre peggio rispetto alla volta precedente. Il risultato è stato una vittoria comoda (Dybala su punizione e poi Cuadrado dopo uno scambio con Matuidi) ma pessima dei toni e nei contenuti, tant’è che la capolista è stata più volte beccata dal pubblico (la prima, già al 25′) anche se alla fine non sono mancate le manifestazioni di giubilo, perché poi qui hanno la bocca buona e vincere è l’unica cosa che conta. Ma conta moltissimo anche il ritorno di Chiellini, in campo negli ultimi 12′ (più 3′ di recupero) al posto di Bonucci e finalmente pronto a dare una scossa a una squadra che sta scivolando nell’apatia.

La Juve ha fatto una fatica dannata per battere nel suo Stadium il Brescia, squadra con 38 punti di meno in classifica, con un monte stipendi dieci volte inferiore (300 a 30, Sarri converrebbe sul fatto che i fatturati sono dirimenti), con cinque dei suoi migliori giocatori fuori già prima dell’inizio (Tonali, Joronen, Torregrossa, Cistana, Romulo, praticamente tutta la qualità che il Brescia ha), con il portiere di riserva azzoppato dopo meno di 10′ e sostituito dal terzo Andrenacci (sette presenze in B e 13 in C in tutta la sua carriera) e per giunta in 10′ dal 37′ per l’espulsione di Ayé, ammonito prima per un fallo su Danilo e poi per uno su Ramsey. Praticamente, tra le due squadre si è scavato un abisso, forse anche due, nella quale la Juve ha però balbettato, uscendone con la punizione di Dybala (quella del rosso ad Ayé), fino a quel momento l’unico tiro in porta: persino in Brescia era riuscito in precedenza a combinare qualcosa, con Bjarnason e Bisoli.

Juventus-Brescia 2-0, Dybala e Cuadrado fanno ripartire i bianconeri. Torna in campo Chiellini

Balotelli saluta Chiellini

Il gol su calcio da fermo di Dybala è stato l’unico vantaggio derivato dalla domenica in pantofole di Ronaldo: in sua assenza, le punizioni le battono quelli più bravi di lui e difatti la Joya è già al secondo centro stagionale su palla ferma. Sarri ha schierato la Juve come se ci fosse Cristiano, chiedendo cioè a Dybala di partite dalla sinistra per poi accentrarsi. Non ha funzionato. Ci sono stati innumerevoli cambi di posizione (Cuadrado è passato a sinistra, Dybala dietro le punte) senza che però il gioco, strascinato stancamente da una parte all’altra, ne traesse giovamento. Il Brescia decimato e ridotto in 10 è così riuscito a rimanere in partita fino a un quarto d’ora dalla fine, quando Cuadrado ha chiuso con scavetto un bello scambio con Matuidi, entrato al posto di Pjanic che a sua volta aveva rimpiazzato Ramsey per poi uscire dopo appena 7′ toccandosi gli adduttori.
Rugani ha colto un palo di testa al 45′, Bjarnason ha gettato alle ortiche una clamorosa opportunità per pareggiare al 27′ st e la Juve, dopo il 2-0, ha finalmente giocato qualche minuto in scioltezza, prendendo un palo con Bentancur e una traversa con Dybala. Tutto il resto è meglio dimenticarselo molto in fretta, o ricordarselo come avvertimento.

Juventus-Brescia 2-0 (1-0)
Juventus (4-3-3): Szczesny, Danilo, Rugani, Bonucci (33′ st Chellini), Alex Sandro, Ramsey (21′ st Pjanic, dal 28′ st Matuidi), Bentancur, Rabiot, Cuadrado, Higuain, Dybala. (31
Pinsoglio, 77 Buffon, 2 De Sciglio, 4 De Ligt, 35 Olivieri, 42 Wesley). All.: Sarri.
Brescia (4-3-1-2): Alfonso (10′ pt Andrenacci), Sabelli, Mateju,  Chancellor, Martella, Bisoli, Bjarnson (35′ st Ndoj), Dessena, Zmrhal (45′ st Skrabb), Aye, Balotelli. (7 Spalek, 9 Donnarumma,  19 Mangraviti, 24 Viviani, 29  Semprini). All.: Lopez.
Arbitro: Chiffi.
Reti: nel pt 38′ Dybala; nel st 30′ Cuadrado.
Angoli: 16 a 2 per la Juventus.
Recupero: 4′ e 3′.
Ammoniti: Bonucci, Ayé, Higuain, Bentancur per gioco scorretto.
Espulsi: Ayé per doppia ammonizione.
Spettatori: 40.841  Incasso 2.749.419,00 euro

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