JUVENTUS 

AGNELLI A TUTTO CAMPO,RINVIO,ARBITRI,VAR,SARRI,COMMISSO. CE N’E’ PER TUTTI

Il presidente della Juventus Andrea Agnelli parla a Tutti Convocati del momento della Juventus, tra campo, casse del club e non solo: “Juve-Inter? In questo momento, quella che deve essere la priorità per il paese è la tutela della salute pubblica, partendo da questo presupposto c’è un dialogo, qualsiasi determinazione deve essere assunta per la tutela della salute pubblica. Il dibattito può essere aperto, l’interruzione del sistema sportivo è difficile. C’è un calendario intasato figlio di decisioni prese precedentemente, se si sgarra per qualsiasi motivo diventa complicato. Nel caso specifico deve prevalere l’interesse della salute pubblica”.

SUD – “Pensare di organizzarla in uno stadio diverso è complicato, non avere spettatori sugli spalti ne risentirebbe ma gli addetti ai lavori, noi tutti, dobbiamo avere in mente la priorità del sistema”.

PORTE CHIUSE – “Giusto per chiarezza, l’ordinanza in Piemonte vige fino a sabato. In questo momento la partita si svolge regolarmente allo Stadium con il pubblico. Valutiamo, è anche vero che con la partita di mercoledì contro il Lione, questo è il momento in cui parte la stagione e in cui si entra nel vivo”.

STAGIONE – “Voto? Ottimo, siamo primi in campionato in semifinale di Coppa Italia e agli ottavi di Champions, abbiamo avuto una piccola sbavatura con la Supercoppa. Ultimo mese? E’ mia abitudine valutare una stagione. Io valuto alla fine e constato i vari passaggi alla fine della stagione. Pensare di vincere lo scudetto ogni anno a febbraio è sciocco. Le modalità è in linea con le aspettative. Siamo un punto sopra agli altri, quindi si”.

ALLEGRI – “Ci siamo visti la scorsa settimana per un caffé, l’amicizia e la stima è rimasta intatta. Con Max abbiamo condiviso cinque anni, normale ci sia stima ed amicizia. Le valutazioni sono state diverse, hanno portato al cambio della guida tecnica scegliendo un tecnico con le caratteristiche di Sarri. A inizio agosto ha detto che lui vuole avere un impatto fino a 70 metri, trovo fuori luogo le critiche di oggi, mesi fa diceva esattamente quello”.

CONTE – “Noi pensiamo a chi vogliamo non a chi non vogliamo. Abbiamo scelto Sarri e lo abbiamo preso. Conte, bandiera e capitano della Juve, ha vinto la Champions e vinto scudetti. Conte è Juventus da questo punto di vista. Con Antonio il rapporto è cordiale, disteso, come deve essere. E’ vero che sono professionisti, lui ha valutato più affascinante riportare l’Inter a vincere. Conosco Steve, lo conosco, vuole riportare l’Inter in alto. Mi stimola giocarmela con lui fino alla fine”.

SARRI – “Gli sponsor sono molto juventini, cosa gli interessa è il risultato. Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta. Interessa avanzare nelle competizioni, aumentare la visibilità. Allo sponsor interessa quanto si parla ed è attraverso il risultato non il bel gioco. L’interpretazione è stata data da molti. Dal nostro modo di vedere l’applicazione di gioco di Sarri in questa fase della Juve è

GUARDIOLA – “Non pensare a Guardiola diventerebbe un’eresia. In questa fase sua è molto felice dove è. Quando uno fa determinate valutazioni sa che cosa sta facendo un professionista per ricoprire un determinato ruolo, se io sono felice dove sono difficilmente lascio per andare altrove. Prossima estate? In questo momento siamo molto felici con Sarri, il grosso della cena che ho avuto con lui era l’impostazione a 1,2,3 anni. Quello che mi fa piacere di questi anni sono i due cicli con Antonio e Max. La priorità è questa, pensare a lungo tempo”.

VINCERE – “Chi vuol vincere non è allegriano, è juventino. Sgombriamo il campo da questo dogma. Statisticamente abbiamo vinto 8 scudetti, siamo in corsa per vincere il nono, faremo di tutto anche per il decimo, sappiamo che non potrà essere sempre così e la bontà dell’idea non può essere bloccata dalla statistica”.

NAPOLI – “Più avanzano le squadre italiane, meglio è per il ranking europeo”

CHAMPIONS – “C’è differenza tra ‘bisogna vincere’ e ‘vincere è un obiettivo’, bisogna è imperativo. Quello che deve essere obiettivi di orologio per donne e uomini della Juve è aver trasformato un sogno in un obiettivo. Partire con un sogno e non con un obiettivo non è la stessa cosa e segna il cambio dello status della Juve”.

LAZIO – “Quello che uno deve temere della Lazio è la spensieratezza. Non hanno l’obbligo di vincere, se riescono a traghettare marzo e aprile possono avere un grande vantaggio ma anche tre risultati negativi li può rendere soddisfatti della qualificazione in Champions pressocché certa. L’Inter non ha questa spensieratezza. Con l’arrivo di Conte si sono caricati dell’obbligo di vincere”.

INZAGHI – “Simone e Filippo li conosco da 30 anni. A 5 km da casa loro ci stanno i miei zii, abbiamo fatto serate insieme. In questa fase con la Lazio Simone ha fatto un grandissimo lavoro. Bisogna come reagirà all’obbligo di vincere”.

ANSIA DA PRESTAZIONE – Il modello della Juve è sempre stato quello di ambire a vincere. Da Platini a Zidane sono sempre stati acquisti che hanno alzato la dimensione sportiva della Juve. Una volta le ricadute economiche erano minori ma non l’attrattività della squadra per un giocatore. Oggi c’è anche l’impicazione economica. Partecipare a determinate competizioni sposta il fatturato di un club, giocare la Champions porta ad una esposizione globale diversa che punta a far monetizzare tramite le tv”.

RONALDO – “E’ stato il primo giocatore per cui abbiamo fatto una riflessione congiunta tra area sport e ricavi. Portare un valore aggiunto in campo e lo dimostrano i dati ed ha spostato la riconoscibilità del club Juventus. Siamo ad un passo da essere al quarto posto per follower nelle piattaforme digitali”.

MESSI – “Clausola? Me l’hanno detto. De Laurentiis l’ha chiamato…Se lo prendono altri in Italia? Deve essere uno stimolo. Diamo una valutazione d’impatto del campionato italiano. Se tutte avessero un campione come Ronaldo o Messi…il nostro problema non è l’Italia, la passione la presenza negli stadi. Il nostro problema è l’estero. Voi viaggiate, se provate a vedere una partita di Serie A diventa una via crucis senza destinazione”.

COSTO ROSA – “Il percorso di crescita fuori dal campo della società soddisfa ampiamente la storia recente. Il tema è la differenza tra noi e i club che hai citato poco fa è lo stesso di 10 anni fa. Quei 2-300 milioni ci sono oggi e c’erano ieri. C’è stata una crescita omogena per chi ha avuto ambizione internazionale. Scontiamo il riconoscimento da parte della lega domestica. Siamo a 95 milioni di diritti tv. Il riconoscimento delle prestazioni dentro e fuori dal campo è stato riconosciuto come crescita 0 negli ultimi anni”.

DIRITTI TV – “Si dovrebbero fare riflessioni su cosa vuol dire parte meritocratica. La Juve fuori dal campo investe 450 milioni, se vogliamo andare in una direzione che sia analoga a quella delle altre leghe come distribuzione va benissimo. Quello che fa la differenza è il meritocratico. Manca il meccanismo premiante. Stadio èpiù grande? No, la dimensione nostra è quella, dobbiamo pensare che l’interesse è avere uno stadio sempre pieno. Abbiamo avuto una saturazione del 95-96%, quest’anno si è messo una figura meno restrittiva che è un numero congruo tant’è che nel secondo anello da quest’anno mettiamo i nostri sostenitori”.

BIG – “Una delle parti che più fa sognare il tifosi è il mercato. Come mia prassi, è una domanda da porre a chi di dovere, c’è un responsabile dell’area sportiva. Se sia un esterno di centrocampo, un grande terzino, un portiere, è una decisione che spetta a loro. Io faccio parte di questo consenso ma c’è attribuzione di una delega e di una responsabilità e questa è nelle mani di paratici. Marotta? Il ragionamento non è corretto, la decisione è stata presa congiuntamente. Si sono trovate due anime della società e si è pensato di proseguire”.

PARATICI – “Sotto esame? No, è un grandissimo dirigente, l’ha dimostrato negli anni scorsi e lo sta dimostrando tutt’ora dal mio punto di vista non è sotto esame. Rispetto al passato è sotto i riflettori prima no. Ogni volta che si specula sul futuro, si pensa sempre che è lui il responsabile. Uno deve valutare il percorso di un dirigente come Fabio, la fine per scadenze naturali è il 2021, si parla di cicli ma non c’è una data di scadenza come gli yogurt”.

LUKAKU – “Se apro i giornali per fortuna ci accostano quasi tutti i giocatori al mondo. Detto questo Paratici ne sceglie 25 circa che sono quelli della stagione, se vedo le speculazioni dovremmo acquistare 50-60 giocatori all’anno. Haaland? Vogliamo quelli che abbiamo, tutti sono accostati alla Juve, questo è motivo di orgoglio, non possiamo acquistarli tutti”.

BUDGET MERCATO – “Torniamo ai ragionamenti di prima. Una squadra si costruisce con una logica. Alcuni giocatori possono rientrare in questo tipo di ragionamento, tanti sono felici dove sono”.

LIONE – “Grande rispetto ma anche grande consapevolezza dei nostri mezzi. Ho visto la squadra serena e in crescita. Arrivano gli appuntamenti per cui ci si ritrova a inizio campionato. Queste partite sono le partite che questi calciatori vogliono giocare”.

KLOPP – “Mi interesso relativamente poco di queste dichiarazioni, sono i giochi delle parti. Mi interessa cosa succede nello spogliatoio, le dinamiche che ci sono. Il resto sono cose da addetti ai lavori che trovo anche appassionante”.

SUPER CHAMPIONS – “Io non sono d’accordo sul tema che l’Italia sia un limite per squadre come Juve e Inter. Se uno ragiona al contraria a valuta quello che è stato l’immobilismo dell’ultimo decennio rispetto a Liga e Bundesliga, trovo che se dovessimo ricominciare ad avere un piano di crescita per il calcio italiano, il valore risiede in Italia. Le squadre che oggi sono in Italia sono quelle con il maggior margine di crescita. La Spagna è arrivata quasi alla saturazione, la Germania ha limiti di distribuzione, la Francia si basa su una sola squadra. Se guardiamo i diritti tv, la Spagna ha quasi un milardo di internazionali, l’Inghilterra 1.8, noi ogni settimana abbiamo una partita esportabile globalmente. La parte europea è più complicata. Il modello presentato l’anno scorso è stata considerata la più alta del meccanismo piramidale. E’ stato un buon momento, mi ha permesso di rafforzare i rapporti con Tebas per capire il calcio che vogliamo globalmente”.

CHIELLINI – Manca a qualsiasi squadra, è un vero leader in campo e fuori la sua assenza si è sentita ma abbiamo la fortuna di avere una rosa che tencicamente non lo fa rimpiangere”.

VAR – Mi piace? Si, ero favorevole prima, lo sono oggi e lo sarò domani. Meglio ieri o oggi? Per me il tema è ridurre il più possibile il margine di errore di un servizio, l’arbitro è un servizio. Più viene ridotto l’errore meglio è”.

COMMISSO  – “Mi hanno fatto piacere perché hanno fatto capire a Sarri cosa vuol dire essere Juve e la violenza mediatica che si scatena contro di noi. Quando uno mi fa un favore non devo ringraziarlo”.

Related posts