JUVENTUS 

DOPO UN MESE E MEZZO HA PARLATO SARRI

Non parlava dalla partita Juventus-Inter quella che di fatto ha chiuso il campionato e oggi è tornato a parlare alla tv ufficiale della Juventus.

(GUARDA QUI IL VIDEO). Tutti e due hanno spaziato dal calcio alla vita privata, Sarri si è subito acceso una sigaretta in diretta, qualche minuto dopo la seconda. Un po’ come dire: “Il tempo è passato, ma io non sono cambiato”, anzi. Il tecnico bianconero ha raccontato molte cose del suo passato calcistico, dall’Eccellenza alla Premier League. “​Quando allenavo in Eccellenza – racconta in uno degli aneddoti – avevo questa fissazione di mettere la macchina sempre nello stesso posto nel parcheggio riservato a noi, vicino agli spogliatoi. I ragazzi se ne erano accorti e mettevano la macchina lì apposta. Una volta prima della partita dissi a questo ragazzo che ce l’aveva parcheggiata al mio posto di toglierla. Non si mosse e io uscii, misi la prima e gliela portai via. Da allora nessuno ce l’ha mai rimessa. Vincemmo 2-0”.

PREMIER  E JUVE – Ma il tecnico racconta anche della sua esperienza in Premier e dei rapporti tesi con i giocatori del Chelsea: “​Ho avuto un rapporto molto conflittuale con loro per 5-6 mesi ma quando ho detto ai giocatori che sarei andato via dopo la finale di Europa League ho pianto come loro. Non sono un uomo da pacche sulle spalle, sono uno che se fai errori te lo dice e se fai bene il massimo dell’apprezzamento è un bravo mentre passo e vado a cambiarmi”. Neanche alla Juve è cambiato, Sarri. Semmai ha capito cosa vuol dire essere bianconeri. ​”Ci sono due cose che mi hanno colpito, amore ed odio, siamo circondati da tutti e due. Questo è un qualcosa che riesci a capire solo quando vivi il mondo Juventus. Noi siamo quelli sempre favoriti dagli arbitri, poi vedi i numeri e sono impressionanti in un’altra direzione. Io sono stato fischiato a Napoli dove sono nato e ho dato tutto, se non ho vinto è perché sono scarso non perché non ho dato il 100%. A Torino i tifosi della Fiorentina hanno insultato mia madre e questo ti fa capire l’odio per la società e la squadra. ​Se diventi gobbo è anche perché dall’esterno ti attaccano continuamente e sei odiato quasi da tutti“. Una dichiarazione d’amore a modo suo, le altre le dedica tutte al Valdarno, la terra natia.

TERRITORIO –  ​“Per quanto mi riguarda voglio vivere in Toscana e possibilmente in Valdarno. Sono attaccatissimo alla mia terra, non riesco a capire come si faccia a vivere là. Lo dicevo anche a Zola: ‘Ma sei sardo, perché cazzo stai là?'”. E poi ancora i racconti sul “cazzeggio” al bar di Figline e di quando da là davanti passò Dustin Hoffman che stava andando a trovare Sting, che ha la sua residenza in Italia proprio a Figline, a qualche chilometro da quella del tecnico della Juventus. In attesa di rivederlo in campo (per Sarri, se tutto andrà bene, ci saranno 14-15 mesi consecutivi di calcio) l’allenatore della Juve fa il suo personale show di fronte alle telecamere, tra sigarette, risate, ricordi e dichiarazioni d’amore.

Sono le prime dichiarazioni del tecnico bianconero dallo scorso 8 marzo, data in cui si è giocata Juventus-Inter. A fare compagnia al tecnico bianconero nel programma condotto da Claudio Zuliani ed Enrico Zambruno sarà lo scrittore tifoso della Juventus Sandro Veronesi. Segui le parole di Sarri in diretta qui su Ilbianconero.com.

“Mi fece un grandissimo effetto, era il mio ultimo anno ad Empoli, Sandro è uno degli scrittori degli ultimi 10 anni che ammiro di più. Mi ricordò la cena di poche settimane prima in cui c’era quel clima con le tovaglie bianche e rosse a quadri che avevo fatto con Gianni Mura. Stare a cena con Gianni era un’esperienza forte dal punto di vista intellettuale e materiale, erano cene impegnative. Ricordarlo ora mi fa ancora più impressione, parlando di Sandro e di Gianni”.

DOVE SI MANGIA MEGLIO – “Io penso che in Toscana si mangia e si beve bene ovunque. Non c’è distanza così enorme tra i posti, mia nonna abitava in Piazza Alberti, una piazza nella zona sud di Firenze, vicina allo stadio. Non credo ci sia differenza nel modo di mangiare e bere tra noi e Prato. A Carmignano c’è un vino che conoscono in pochi, buonissimo, si chiama Piaggia. Stamani mi è arrivata una cassa”.

SCARAMANZIA – “Io penso che noi facciamo un lavoro così legato a episodi e le nostre sorti sono legati a prestazioni di altre persone, i piccoli particolari non dipendono da noi. In questi momenti la monde diventa scarmatica, non credo che ci siano allenatori o giocatori avulsi dalla scaramanzia, ma anche a tutti gli addetti ai lavori. Quando allenavo in Eccellenza avevo questa fissazione di mettere la macchina sempre nello stesso posto nel parcheggio riservato a noi vicino agli spogliatoi, i ragazzi se ne erano accorti e mettevano la macchina lì apposta. Una volta prima della partita dissi a questo ragazzo che ce l’aveva parcheggiata lì di toglierla non si mosse e io uscii, misi la prima e gliela portai via. Da allora nessuno ce l’ha mai messa. Vincemmo 1-0”.

FIGLINE – “Al bar succedeva di tutto, in Toscana era l’ora di cazzeggio e diventa un’ora dissacrante su tutto e tutti. Un periodo a Figline da una 30ina d’anni ci abita Sting, un giorno davanti al bar passa un personaggio a piedi e il titolare del bar ci disse: ‘Guarda quello sembra Dustin Hoffman”, questo si gira e ci viene incontro, ed era davvero lui, ci disse che era ospite da Sting”.

BUKOWSKI – “Ho avuto la fortuna che negli ultimi anni in cui studiavo la prof di Italia mi ha inclucato la voglia di leggere, si accorse che mi annoiavo nelle lezioni tradizionali. Mi disse di lasciare il programma e mi faceva leggere libri, da lì ho sempre proseguito. Da giovane ero folle, ho cercato anche di leggere l’Ulisse di Joyce, poi mi imbattei in Bukowski, fin quando non li ho letti tutti non ho avuto pace. La mia giovinezza è segnata da lui e John Fante, scrittore duro crudo ma bello secco e di grande livello”.

LUOGO – “Primo posto dove andare quando sarà tutto finito? Roma per la finale di Coppa Italia, l’altro qualsiasi sede europea, vuol dire che saremo andati avanti in Coppa”.

PARTITE – “Ho rivisto alcune partite nostre, quando sei distaccato hai impressioni diverse. Dobbiamo pensare che l’estate la faremo, speriamo giocando, credo sia anche il momento giusto per staccare un po’, faremo 14-15 mesi consecutivi dopo, leggo molto. Quando guardo altre partite mi rendo conto che il Milan di Sacchi era 20 anni avanti”.

CUCINA – “Sono scarso, negli ultimi tempi mi sta prendendo voglia di iniziare a fare qualcosa ma il livello attuale è scadente. Primi o secondi? A botta di direi più primi però pensandoci bene, diventare bravo a fare secondi mi piacerebbe di più forse”.

PIANTO DI GIOIA – “Ho pianto più per sofferenza a questi livelli ho vinto poco in carriera però mai in maniera pubblica ma a volte mi sono trovato solo in casa con la lacrima che ti scende, penso faccia parte della passione, se uno fa questo mestiere con grande passione ha gioie e delusioni. La sera quando resti solo con te stesso c’è anche il momento di grande tristezza, puoi anche piangere, credo sia naturale e non sia un segno di debolezza ma passione e forza. Da lì puoi ritrovare passioni e idee”.

MUSICA – “Beatles o Rolling Stones? Se ascolto musica di quegli anni direi Rolling Stones e Jenis Joplin, non molto i Beatles”.

RAPPORTI UMANI – “Più vai in alto e più difficile costruire un rapporto umano. I ragazzi sono gli stessi in tutte le categorie, cambiano qualtià tecniche e fisiche ma sono sempre ragazzi tra 20 e 30 anni. Cambia molto il contorno, ci vuole tempo. Io ho avuto un rapporto molto conflittuale con i giocatori del Chelsea per 5-6 mesi ma quando ho detto ai giocatori che sarei andato via dopo la finale di Europa League ho pianto come loro. Non sono un uomo da pacche sulle spalle, sono uno che se fai errori te lo dice e se fai bene il massimo dell’apprezzamento è un bravo mentre passo e vado a cambiarmi. Parlo molto di quello che sbagliano e poco di quello che fanno bene. Al momento dell’impatto è pesante ma poi apprezzano l’onestà di fondo e quello che sei. I migliori rapporti al momento sono con quei giocatori che ho fatto giocare meno, mi chiamano ancora, una volta assorbito il carattere di questo uomo riescono a riconoscerti qualcosa. Cosa mi chiedono? In tanti stanno per smettere, qualcuno aveva problemi con la moglie, può venire fuori di tutto, quando il rapporto parte al ragazzo puoi dare una mano in campo e fuori”.

RIVINCITE – “Fino a 7-8 anni fa quando ero con mio figlio e i suoi amici sentivo musica per me imbarazzante e io ogni volta che mettevo questa musica dicevo: ‘Scusate avete mai provato a sentire qualcosa degli anni ’70? Mi dicevano che ero vecchio, quando facciamo cene a casa nostra sono i primi a mettere quella musica e dirmi: ‘Sei stato fortunato perché musicisti di questo livello non esistono più”. Per quanto riguarda il calcio ho rivisto “E’bellissimo e consiglio a tutti gli amanti del calcio si può capire come nasce l’amore nei confronti di una squadra, con l’evoluzione di questo bimbo che viene portato allo stadio dal papà separato, cresce così e porta la moglie non ti dico ad innamorarsi ma a comprendere”.

MONDO JUVE – “Ci sono due cose che mi hanno colpito, amore ed odio, siamo circondati da tutti e due. Questo è un qualcosa che riesci a capire solo quando vivi il mondo Juventus. Noi siamo quelli sempre favoriti dagli arbitri, poi vedi i numeri e sono impressionanti in un’altra direzione. Io sono stato fischiato a Napoli dove sono nato e ho dato tutto, se non ho vinto è perché sono scarso non perché non ho dato il 100%. A Torino i tifosi della Fiorentina hanno insultato mia madre e questo ti fa capire l’odio per la società e la squadra. Quando fuori c’è così tanto odio ti attacchi all’interno e ti porta a innamorarti della tua realtà. Se diventi gobbo è anche perché dall’esterno ti attaccano continuamente e sei odiato quasi da tutti. Detto questo ovunque andiamo c’è sempre una bella parte dello stadio che fa il tifo per noi”

INGHILTERRA – “Hai la sensazione che i giovani abbiano più opportunità ma per quanto mi riguarda voglio vivere in Toscana e possibilmente in Valdarno. Sono attaccatissimo alla mia terra, non riesco a capire come si faccia a vivere là. Lo dicevo anche a Zola: ‘Ma sei sardo, perché cazzo stai là?’, lui mi disse per i figli che sono nati lì e volevano vivere là. Per quanto riguarda il calcio un pò la Premier ti manca. E’ un campionato straordinario per livello tecnico, la bellezza dell’Inghilterra è la Premier, il clima che si respira intorno allo stadio. In un anno là non ho mai sentito un coro contro, solo a favore della propria squadra e questo si ripercuote su quello che vedi fuori dallo stadio, c’è un clima intorno allo stadio bellissimo, le strutture sono bellissime gli stadi tutti pieni. Non c’è differenza a seconda della competizione, il clima è sempre lo stesso. Dopo questa esperienza un pò la Premier manca”.

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