CALCIO 

GELBISON,UN GAGLIARDI PER AMICO,IL FANTASISTA CALABRESE SI RACCONTA: “VALLO DELLA LUCANIA PIAZZA SPECIALE PER TORNARE TRA I PROFESSIONISTI”

Mite, schivo apparentemente anti divo ma segretamente eccentrico. Gagliardi classe 93 è l’uomo in più della Gelbison. Può fare il centrocampista aggiunto, nasce così, può giocare tra le linee a ridosso del fronte d’attacco ma soprattutto è una seconda punta. Calabrese di Cosenza, con la maglia della sua città ha esordito in serie c a soli 16 anni, poi una lunga carriera zeppa di narrazioni che lo hanno tenuto in bilico sulla corda dell’equilibrio tra il calcio dilettanti e il professionismo obiettivo al quale mira ancora attraverso una delle piazze più idonee e preparate per affrontare le categorie superiori. Vallo della Lucania vanta  un team solido, pieno di iniziative e soprattutto è una piazza  scevra  da condizionamenti di sorta e con ormai una mentalità acquisita con la quale i calciatori vanno a nozze. Gagliardi ci va a pennello in questo ambiente salubre e ricco di valori. E ai piedi del Sacro Monte,dal quale prende il nome la Gelbison, raccontiamo un po’ di questo ragazzo dall’aspetto gentile e garbato, dal tono elegante e raffinato.
Innanzitutto come sei arrivato a Vallo della Lucania, come hai trovato la cittadina e se è come te l’aspettavi.
“Sono tre anni che vengo “corteggiato” dalla dirigenza della Gelbison. Spinto dalla loro concretezza come società sono arrivato a Vallo. Una bella cittadina devo dire che si vive molto bene e ti lasciano lavorare in serenità.”
 La tua carriera, si dice, abbia avuto meno fortuna di quanto ne meritasse, sei d’accordo su questo facendo un rapido ritorno a ritroso?
“Beh guardandomi indietro sicuramente mi sono visto passare davanti un po’ di treni sbagliando alcune miei decisioni ma resto comunque fiero di quello che ho fatto fino ad ora.”
  Il tuo fisico non da ulk ma più delicato inganna un po’ gli avversari perché poi diventi schizzante e imprendibile, è questa la dote migliore o ritieni ce ne sono altre nella tua prospettiva tecnica. 
“Probabilmente non vengo riconosciuto in campo come un attaccante di spessore fisico le mie qualità sono altre, mi piace girare intorno a una punta più fisica di me e sfruttare gli spazi che gli avversari mi lasciano a disposizione.”
 La tua è una lunga carriera, riesci a fotografare un momento negativo e un altro positivo.
“Un momento negativo sarà stato l’anno passato ad Aversa in C, mi trovavo bene poi ho avuto problemi al ginocchio e da lì ho dovuto scalare una montagna grande e farmi strada. La mia stagione più importante l’ho trascorsa a Palmi perché a livello individuale aver segnato 15 gol per me che non sono un vero bomber di professione è stato tanto.”
 La piazza che più ti ha sorpreso-
“Devo dire che in questa categoria poche società mi hanno sorpreso in positivo e la Gelbison fa parte di queste.”
 La camaleonticità del gioco di Ferazzoli ti fa aumentare la concentrazione  o riesci ad inter cambiare con naturalezza.
 “Il gioco del mister è un gioco che si adegua molto alle nostre caratteristiche, riusciamo a essere propositivi in avanti e siamo in grado di cambiare modulo e modo di giocare in base alle difficoltà che una squadra ci riserva.”
 Puglisi è un top manager stimatissimo tra i migliori mai nati da queste parti, il tuo rapporto con lui e le impressioni che hai avuto subito.
“Il presidente Puglisi è una persona che mi ha sorpreso molto, abbiamo un rapporto di stima reciproco. È una persona molto ambiziosa e già dal primo giorno che abbiamo parlato ho dato fiducia ai suoi obiettivi.”
 Pascuccio è un ds di spessore, un predestinato capace di far benissimo il ruolo nonostante la sua giovinezza, la tua impressione da giocatore che di ds ne ha visti tanti.
“Il direttore Pascuccio così come il presidente è ambizioso credo abbia tutte le carte in regole per scalare le categorie e affermarsi nel suo ruolo.”
Il calcio senza pubblico ti ha cambiato?
“Purtroppo sì avere un pubblico e delle persone pronte a tifare per la squadra rende la domenica diversa e più affascinante. Quindi spero che si possa ritornare alla vita di sempre al più presto in tutti i sensi.”
L’esordio a Cosenza giovanissimo in serie C era la lega pro

 

Quale la differenza tra le grandi piazze, tu hai esordito a 16 anni in c con il Cosenza la tua città, e i piccoli centri come Vallo della Lucania, Palmi calabro e altri per intenderci.

“Devo dire che in una piazza come Cosenza le aspettative e le pressioni sono tante soprattutto per quanto riguarda i tifosi visto che è una città che vive prevalentemente di calcio, in una piazza più piccola c’è la possibilità di giocare con meno pressioni e giocare più tranquillo concedendoti anche qualche errore.”
 La Calabria, questa grande terra che rappresenta il tacco dello stivale ma  anche l’apice di molti valori, il valore che più palese in te di verace calabrese.
“Mi sento un calabrese doc sono cresciuto con i valori della famiglia, del rispetto verso gli altri e la dedizione al lavoro.2
 Sei l’uomo del momento, cosa pensi quando vedi la palla in goal, la tua sensazione.
“Per un attaccante vedere la palla entrare in rete è sempre una sensazione bellissima, noi attaccanti viviamo per questo per queste emozioni e riuscire a farlo concretizza tutto il lavoro svolto sia in partita che in allenamento.”
 Nasci centrocampista, poi diventi uomo tra le linee per trasformarti seconda punta, dici la verità qual’è il ruolo che interpreti meglio di questi e quale quello che invece a te piace fare e con il quale ti diverti di più, sii sincero.
“Io sono un giocatore molto duttile posso fare quasi tutti i ruoli lì davanti ma quello che più si adegua alle mie caratteristiche è la seconda punta perché mi permette di svariare liberamente in più zone del campo e mi permette di essere più imprevedibile.”
 Vallo della Lucania, la Gelbison un centro ricco di storia,di gente cordiale e affezionata ma anche di persone che hanno solidarietà, amicizia e quando amano qualcuno lo rispettano. C’è tutto in questa cittadina ai piedi di quel Monte Sacro dal nome speciale come Gelbison dal quale prende il nome la squadra. Descrivi il punto di vista.
“Come hai detto tu nell’ambiente Gelbison ho trovato una grande famiglia dove ti mettono nelle condizioni di fare il professionista e di lavorare con rispetto dei ruoli. Per quanto riguarda la città è un posto dove si vive bene collocato in uno dei posti più belli d’Italia il Cilento. Girando per le vie di Vallo si respira la tradizione di questo posto fatta di gente cordiale e rispettosa.”
 Nel calcio come nella vita il goal più bello è quello che ancora si deve fare, il prossimo, come te lo immagini il prossimo e come ti immagini quel giorno lontanissimo quando lascerai, tecnico, dirigente o semplicemente ex calciatore..
“Spero di riuscire a segnare con continuità e soprattutto di riuscire a raggiungere gli obiettivi prefissati a iniziò campionato dalla società. Al mio futuro ancora non ci penso cerco di concentrarmi a sfruttare questo periodo della mia carriera essendo arrivato in un’età dove mi sento sia a livello fisico che a livello di maturità pronto per qualcosa di importante.”
 Una squadra, la vostra, equilibrata, costruita bene e rimodellata meglio  da Pascuccio, con due big Uliano e D’Agostino un po come Buffon e Chiellini .Il loro peso quanto conta nello spogliatoio e in campo.
 “D’Agostino e Uliano sono stati sin da subito un punto di riferimento per tutti i nuovi arrivati, oltre ad essere due grandi calciatori voglio sottolineare la loro grande umanità.”
Ti senti un senatore della squadra?
“Assolutamente no non mi sento un senatore bisogna portare rispetto a chi suda questa maglia da molto più tempo di me.”
 Un messaggio alla tifoseria
“Alla tifoseria chiedo di starci vicino nonostante questo periodo di pandemia, siamo una squadra con delle potenzialità importanti e noi possiamo promettere ai tifosi di metterci tutto l’impegno per raggiungere gli obiettivi.”
Pascuccio, Puglisi e Ferazzoli hanno pescato bene, hanno scelto   un giocatore  che sta rispondendo con goal, giocate e impegno al loro richiamo. D’altra parte ci troviamo davanti a persone esperte che il calcio lo conoscono e lo sanno muovere. Non c’è da meravigliarsi se arrivano i risultati e se le cronache continuano ad indugiare sul loro lavoro. Sergio Vessicchio

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