EDITORIALE JUVENTUS 

ADDIO CUORE, 92 ANNI IN BIANCONERO, BONIPERTI ORA E’ LEGGENDA

Il tempo ci aveva preparato. Boniperti aveva lasciato la Juventus con l’arrivo della triade. Abbiamo avuto una Juventus senza Boniperti nella vita quotidiana anche se perennemente presente nella storia e questo ci ha preparato a questo triste giorno. Un uomo, un campione, un personaggio inimitabile, solo la Juventus poteva averlo. E il mondo bianconero ne è andato sempre fiero, si è sempre vantato di Boniperti, della sua presenza, del suo essere  e del suo marchio juventino. Le frasi storiche di Boniperti sono rimaste indelebili e sono i timbri della juventinità, una su tutte: ” Vincere è l’unica cosa che conta”. I tifosi più giovani non possono capire cosa è stato, hanno bisogno di leggere, di informarsi, di capire. Lui è la storia della Juventus, 92 anni in bianconero, non si tratta di uno scherzo. Lui è nato juventino, ha interpretato fedelmente lo stile che ha creato secondo la naturale essenza degli  Agnelli. E’ stato il più amato dalla reale famiglia Agnelli.

E’ vero nella suddivisone va collocato nella parte che fa riferimento a Gianni Agnelli dopo aver smesso di giocare. Con la triade ebbe dei problemi, forse aveva ragione, non fu trattato come doveva essere e il suo odio per Moggi e Giraudo ha superato il suo amore per la Juventus. Questo è l’unico neo di una presenza leggendaria prima da piccolo tifoso, poi da giovane calciatore, poi da bandiera e quindi da presidente esecutivo e poi da presidente onorario. Nessuno più di lui può definirsi bianconero, nemmeno l’avvocato Agnelli. Ma non bianconero come colori ma come interpretazione della juventinità quella che fa innamorare i bambini che con lei crescono e diventano uomini amandola a dismisura. Ogni tifoso della Juventus si è inorgoglito davanti a Boniperti, si è innamorato, ha messo il petto da fuori quando ne ha parlato. Un uomo amato e rispettato dalle istituzioni. Il suo modo di interpretare la Juventus ha fatTo scuola nel pianeta bianconero e le vittorie sono state figlie dei suoi motti. Amatissimo da tutti i calciatori, con loro aveva un approccio paterno e da qui parte il segreto del successo. I suoi pupilli Scirea e Del Piero e chi se no. Un grande uomo, un grande calciatore, un grande dirigente, un grande juventino.  Un simbolo così importante per gli juventini da diventarne un familiare. Oggi entra dalla porta principale nella storia del club. E’ una leggenda. Orgogliosi di averlo avuto, orgogliosi di dire Boniperti è nostro. Sergio Vessicchio

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