ALTRO JUVENTUS 

BONOLIS PICCHIA IL SUO VALLETTO E URLA IN DIRETTA: “MA CHE SCHIFO”

Picchiato in diretta tv ragazzo con evidenti difficoltà comportamentali e relazionali

PAGINA INDEGNA DI UNA TELEVISIONE ALLA DERIVA PIÙ TOTALE

A far tenerezza è il povero malcapitato Alessandro, 31enne, originario di Ladispoli. Il suo sogno più grande, apparire in tv, pagato a caro prezzo dinanzi allo sdegno totale, non passato per fortuna inosservato, da parte degli italiani. Succede di tutto in quel programma, il game show più trash della televisione italiana ma alla cattiveria fisica del conduttore, verso un suo tenero e ingenuo assistente, non si era ancora mai arrivati. Tenero, sì, il povero Alessandro che per essersi confuso durante il lancio dei titoli finali e del telegiornale pronuncia involontariamente “E ora l’appuntamento con il TG1” anziché lanciare il TG5, telegiornale proprietario della rete ammiraglia Mediaset.

 

LA VIOLENZA E LA MORTIFICAZIONE: CALPESTARE LA DIGNITÀ ALTRUI

Bonolis, senza freni, decide di rifilargli immediatamente un pacchero dietro la schiena urlando “È uno schifo, ma come il TG1, questa è una bestemmia”. Il povero valletto mortificato, nulla di preparato prima, diventa rosso dall’imbarazzo e si mette le mani in faccia sentendosi ancora più colpevole di quanto accaduto e dell’errore commesso provando poi a rettificare.

AUDITEL IN CALO, IL PUBBLICO RISPONDE

Messaggi sbagliati, purtroppo, popolano sempre di più la TV a danno dei ragazzi. Il trash della nota tv nazional – popolare sta sfornando davvero il peggio di sé, pur di cercar di racimolare ascolti, in netto calo rispetto a un tempo, e soprattutto inferiori rispetto ai diretti competitor dell’Eredità in sovrapposizione su Rai 1 che conquistano quasi 4 punti di share in più rispetto Canale 5.

FARE ASCOLTI UMILIANDO IL PROSSIMO

Tuttavia, l’ignobile mortificazione di un ragazzo con evidenti difficoltà relazionali e comportamentali non può essere abbandonata così al caso se nelle scuole si combatte ogni giorno il fenomeno del bullismo, delle discriminazioni e si cerca di insegnare ai ragazzi di valorizzare gli amici e compagni con difficoltà, diversi dagli altri. Considerando che il pubblico delle tv generaliste è il più vario in assoluto, abbracciando tutte le fasce d’età dai più piccoli ai più grandi, si rischia di ottenere un risultato totalmente opposto. Peccato che questa volta, a darlo, sia stato un padre (ed educatore?) di ben 5 figli, sposato con una donna (la signora Bruganelli) che professa bene, in diretta alle Iene, di provare ad educare i figli con grande passione e volontà, razzolando poi male nelle opinioni scadenti e aggressive che fornisce al GF VIP

EDUCATORE FALLITO, CONDUTTORE FINITO

Se la TV ha anche il dovere di educare questo non accadrà mai in certi show dove vengono dati messaggi assolutamente negativi: mani sul sedere dai concorrenti al conduttore, urla, volgarità di ogni tipo, linguaggio scurrile, ignobili umiliazioni e da oggi, dulcis in fundo, anche violenza. Sergio Vessicchio

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