COPPA ITALIA JUVENTUS 

FIORENTINA CHI DI INFERNO FERISCE ALL’INFERNO FINISCE

Chi di inferno ferisce, con un finale thriller all’inferno finisce. Questo il motto che riassume ciò che è accaduto nell’andata di semifinale tra la Fiorentina e la Juventus. La partita era iniziata con la coreografia dei tifosi della Fiorentina che richiamava il canto numero XXXII dell’Inferno, nella Divina Commedia, che narra le sventure dei traditori in vita: “Ormai non vò che più favelle, malvagio traditor, ch’a la tua onta, io porterò di te vere novelle”, con il riferimento alla prima apparizione al Franchi di Dusan Vlahovic con la maglia bianconera dopo il trasferimento di qualche settimana fa.

E si sa che da queste parti odiano chi va alla Juve. Un’atmosfera che si percepiva anche sul terreno di gioco dove i viola hanno trattato nel peggior modo possibile l’ex compagno. Insomma, uno stadio pieno e maggiormente attento a fischiare la Juve che a incitare i propri beniamini. In campo, la formazione allenata da Italiano metteva in mostra una forte carica agonistica e una buona prestazione; oltre all’attenzione riservata nei confronti dell’ex Vlahovic controllato con le buone e, soprattutto, con le cattive. Ma questa sera, la compagine allenata da Allegri, aveva in campo una pedina fondamentale: Arthur. Un calciatore indispensabile nel centrocampo bianconero che, incredibilmente, viene speso tenuto in panchina. Misteri allegriani. Insomma, è stata una gara vissuta sul filo dove la tensione era palpabile e gli scontri agonistici infiniti. Una sfida disputata in uno stadio infernale che ha riservato un finale thriller che neanche Dante avrebbe potuto profetizzare. All’ultimo respiro, quando sembrava che il risultato di zero a zero fosse la sua conclusione, Cuadrado metteva una palla forte in area con Venuti che infilava la sua porta mandando i viola all’inferno. Il ritorno dirà chi sarà a Roma per la finale di Coppa Italia. Per il momento la Juve ha iscritto una seria ipoteca. Antonio Pesca

Related posts

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.