CALCIO JUVENTUS 

ANCELOTTI IL SOLITO MAIALE, MOGGI LO DISTRUGGE

A gamba tesa di @stefanodiscreti #Juve: luglio 2008

Mai è stato simpatico e mai lo sarà. L’allenatore più sopravvalutato di tutti i tempi, inventato da Moggi che lo prese al Parma e gli fece allenare la Juventus del primo dopo Lippi. Questo vergognoso personaggio ha detto :”Alla Juventus mi odiavano per aver giocato nel Milan, a volte dovevo uscire con la polizia. Non abbiamo vinto titoli, sono arrivato due volte secondo. Il Moggi-gate? Mi sembrò giusto ripulire il calcio italiano, non c’era un gioco pulito. Gli Agnelli? Tutto lì era organizzato in maniera fantastica. Non mi sono divertito perché ho giocato con Milan e Roma, però ho imparato molto circa cosa fosse un club di livello”.  

LA RISPOSTA DI MOGGI SU LIBERO

“Carissimo Carlo, le tue dichiarazioni mi hanno fatto pensare che ti sei dimenticato del tuo vissuto da allenatore in quella Juve che stai denunciando adesso, senza renderti conto che stai denunciando te stesso perché se quel calcio era sporco tu ne facevi parte e ne godevi quando vinceva perché ti faceva crescere come allenatore. Ma stavi in quel calcio anche quando la Juventus fu fermata nel diluvio del Curi di Perugia (con Collina arbitro) e vinse il campionato la Lazio. Stavi in quel calcio anche quando, l’anno dopo, il commissario della Figc (Giovanni Petrucci, qualche anno prima segretario generale della Roma) cambiò le regole in corsa la settimana di Juve-Roma dando la possibilità alla squadra giallorossa di utilizzare un extracomunitario, Nakata, che non aveva mai potuto giocare prima di allora. E che fu decisivo, segnando e facendo segnare per il pari che permise alla Roma di vincere il campionato e tu arrivasti ancora una volta secondo, come a PerugiaAllora venivi da me a lamentarti per le ingiustizie perpetrate ai danni della Juve: non capisco quindi perché adesso, stranamente, ne condanni i comportamenti, alla stregua dei traditori che prima approfittano del gioco sporco per crescere e poi, a fari spenti, fanno i delatori, ma solo per passare da buonisti. Anche perché sparare sulla Croce Rossa ora è troppo facile e non costa niente. A meno che tu non abbia qualcos’altro da dichiarare ma, attenzione, solo con prove perché le intercettazioni sono pronte a smentire e ne sa qualcosa Gianfelice Facchetti”.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. E’ stato sempre un uomo piccolo oltre che uno scadente calciatore e un pessimo allenatore e possiamo dimostrarlo in qualsiasi momento. Ma continuare con queste dichiarazioni dimostra che sputare nel piatto dove si è mangiato è un vizio dell’essere umano.

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