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AGGIORNAMENTI ULTRAS NAPOLI E ROMA PER IL MOMENTO 4 ARRESTI

Sono 180 persone. Sono state individuate grazie alle targhe dei minivan affittati su cui hanno compiuto la trasferta e che sono state riprese dalla videosorveglianza dell’area di servizio di Badia al Pino, palcoscenico dello scontro a colpi di bastone e di spranghe fra ultras napoletani e romanisti di domenica all’ora di pranzo. Tra questi è stata già accertata la responsabilità negli scontri di quattro ultras che sono stati arrestati: tre romanisti (tra cui Martino Di Tosto, volto storico della Curva Sud e ferito a una coscia nella “battaglia” di domenica) e un napoletano della Brigata Carolina della Curva A. Subito processo per direttissima per il giallorosso curato nel Pronto Soccorso di Arezzo, accusato di rissa aggravata. Gli investigatori ora stanno incrociando le immagini per accertare la partecipazione agli scontri di altre persone individuate. In questo caso si può utilizzare la norma della “flagranza differita”. L’istituto copre un’area temporale di 48 ore. In pratica, gli arresti sono possibili fino all’ora di pranzo di oggi. Dopo sarà dunque possibile avere un quadro degli esiti delle operazioni. Roberto Rossi, procuratore della Repubblica di Arezzo, assicura “ogni sforzo perché i responsabili di questi fatti siano chiamati a rispondere delle loro azioni”.

 

 

La ricostruzione degli incidenti è confermata. La questura di Arezzo era a conoscenza dei possibili incroci degli ultras e per questo era stata decisa la dislocazione di agenti nelle aree di servizio sull’Autostrada del Sole. La sosta dei napoletani e il “rallentamento” dei romanisti erano stati annunciati dalle chat, quindi i differenti gruppi hanno in qualche modo “cercato” lo scontro ed erano a conoscenza dei rispettivi percorsi. Scontro andato in scena all’uscita dall’area di servizio perché le forze dell’ordine avevano chiuso l’accesso visto che i romanisti si stavano avvicinando. Poi il blocco dell’autostrada ad evitare guai peggiori. Peraltro sui social sono stati pubblicati degli audio che parlano di altri feriti: “Gerry, è tutto spaccato, l’hanno portato al Pronto soccorso. A un altro hanno rotto gambe e braccia”.

Intanto prende posizione il Napoli. Che condanna duramente “alcuni presunti tifosi, che purtroppo ancora frequentano gli stadi italiani, creando da sempre per i veri appassionati disagi e pericoli”. Il club di De Laurentiis non crede a un divieto generalizzato di trasferta e spinge invece per sposare il modello inglese: “L’Inghilterra – si legge nel comunicato diffuso ieri – negli anni 80 ha estirpato i facinorosi dagli stadi, con provvedimenti drastici ma efficaci. Auspichiamo che il ministro Piantedosi voglia prendere per tutte iniziative appropriate e radicali. Non è tollerabile che persone violente possano viaggiare indisturbate per l’Italia e frequentare gli stadi”.

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